IL GIORNO DOPO

Poteva andare meglio, eppure ti sembra di aver vissuto una delle esperienze più belle della tua vita. Sai che se avessi la possibilità di riavvolgere il nastro cambieresti qualcosa ma sai anche che non avrebbe senso farlo, perché il momento è passato e, in via del tutto eccezionale, sei felice del modo in cui l’hai vissuto. La domenica, per me, non è nè il giorno del pranzo di famiglia né, tantomeno, il giorno della preghiera, è semplicemente il giorno dopo. Vivo questa condizione sull’onda della “recollection in tranquillity” di Wordsworth: osservo ciò che è stato(che spesso coincide con qualche ricordo frammentato) e quasi sempre ne risulta un sorriso malinconico. Cerco di passare la giornata in solitudine, per la maggior parte del tempo possibile, perché dopo tutti gli incontri del giorno prima ho bisogno di riflettere in pace, lontano dal caos. Spesso una camminata nel verde è ciò che preferisco, munito di acqua fresca e computer.

Le prime giornate estive sono le migliori, le domeniche di Maggio sono le più produttive dal punto di vista letterario perché il sole si fa sentire ma l’aria resta fresca e pulita. Di solito queste sono le giornate più esotiche per la mia mente, l’estate fa capolino  e automaticamente respiro aria di mare, di montagna, di vagabondaggio estremo.

Nonostante il viaggio mentale sia diventato parte integrante della mia quotidianità, nelle giornate di inizio estate si fa più intenso e razionale, perché la mia mente, piuttosto che esplorare  luoghi sconosciuti, va a ripescare, in totale autonomia, le esperienze fatte nei luoghi più belli, con le persone migliori. Penso alla Croazia, la Grecia, la Spagna, Londra, la Via degli Dei, il Trentino, le Dolomiti..ragazzi è incredibile, posso sentire quelle vibrazioni come se fossero attuali, giro il mondo in 30 secondi, altro che in 80 giorni. Le immagini scorrono davanti ai miei occhi come se qualcuno mi mostrasse una fotografia dietro l’altra, sento gli odori, il caldo, l’aria, vedo le persone, respiro una libertà incredibile che merita di essere messa per iscritto, data la sua eccezionalità. Piante di marijuana, India, Cambogia, Las Vegas, California, Canada..oh cazzo, sto vedendo e vivendo tutto ciò alla velocità del Raptor di Gardaland, sul quale non sono mai salito. Fanculo le giostre io posso salire sulle montagne russe quando voglio, per di più gratis, mi bastano un po’ di sole e un po’ di pensieri, chiudo gli occhi, vi vedo, vi sento, amici, sconosciuti, babbo, mamma, Gaia.

Spesso sto bene da solo, inizialmente questo mi spaventava, perché il senso comune mi ha sempre trasmesso la paura della solitudine. Per fortuna ho capito che non c’è nulla di male ad essere sé stessi; se ho bisogno di stare solo è semplicemente perché i miei pensieri non si fermano mai, corrono, si portano dietro tutto e tutti. Ho bisogno di stare con me stesso perché finalmente ho imparato a starci bene ma non mi scordo di voi, vi porterò con me in giro per il mondo e sarò fiero di presentarvi a tutti coloro che incontrerò, sarò felice di creare tanti legami tra chi non sa ma si conosce, tra i miei pensieri e quelli degli altri. Sapete cosa significa per me essere “cittadini del mondo”? Sentirsi vicino a chi materialmente è lontano, sentire le vibrazioni  di un luogo distante migliaia di chilometri, usare la testa  e una penna per  volare ovunque.

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