ANIMA UN PÓ PUNK

Secondo me il punk nasce, oltre che dal rock, dall’unione tra un’attitudine vitale (quella che io identifico con l’espressione “fanculo la vita”) e una profonda sensibilità, che contraddistingue la vita del cantante e dell’ascoltatore di questo fantastico  genere musicale. Una sensibilità, quella dei punker, che spesso decide in totale autonomia dei nostri fallimenti e dei nostri successi, e che a causa di eventi vitali inaspettati si è trasformata, nel corso degli anni, in eccessiva o carente. Una vita un po’ instabile, a volte difficile, spesso troppo breve, che proprio per questi motivi va vissuta a pieno, sentendosi liberi di fare ciò che le persone comuni definirebbero sbagliato o incredibilmente folle. Del punk mi affascina  la possibilità di aprirsi emotivamente senza alcun tipo di filtro. La capacità dei musicisti di canalizzare dolore, gioia, delusioni, vittorie, esperienze negative e positive all’ interno di un viaggio musicale incredibilmente folle. Balli ininterrottamente con la testa che segue, contemporaneamente, la musica e le emozioni. Si crea una sensazione di libertà e di sfogo che distingue questo genere musicale dagli altri, a mio parere. Non riesco a pensare ad una sola persona, ad un solo luogo, ad una sola esperienza quando ascolto musica punk, le emozioni s’intrecciano alla velocità della luce, si rincorrono e non lasciano spazio ad una sola di esse per più di qualche secondo. Sapete perché godo della musica come di nessun’altra cosa sulla faccia della terra? Perché essa è l’unica che si adatta ad ogni fottutissima situazione vitale. Non conta dove, con chi, se sei felice, triste, drogato o incazzato, ci sarà sempre la giusta canzone, il giusto genere musicale in grado di accogliere e cullare i tuoi pensieri.

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