INTELLETTUALI, DOVE SIETE?

La ricerca di una risposta esaustiva a questa domanda è veramente deprimente. Ne ho trovate due possibili, che ovviamente confermano la tristezza della situazione. In Italia, nel 2021, gli intellettuali si dividono tra chi si esprime in televisione e chi scrive sui giornali. Apparentemente nessun problema, se non fosse che in questo paese televisione e giornali sono sottoposti  ad una censura esercitata mediante un filtro ideologico imposto dagli schieramenti politici. E così gli intellettuali italiani finiscono per prestare la propria spigliatezza linguistica e il proprio spiccato senso critico alla propaganda politica dei partiti, perché ormai l’unica fonte di guadagno possibile per un intellettuale sembra essere quella di adattarsi a questo meschino meccanismo di censura. Ne deriva una spaventosa scomparsa di quella critica sociale libera e oggettiva, che dovrebbe palesarsi a prescindere dallo schieramento politico.

Nel meccanismo della politica odierna, il continuo duello d’onore tra destra e sinistra finisce per abbuiare l’oggettività e soprattutto la libertà di espressione. Perché quando si è in battaglia, non conta né il parere personale né il valore oggettivo delle cose: l’ unico obiettivo è quello di avere la meglio sul nemico. Basti guardare le modalità di espressione degli esponenti politici Italiani per accorgersi come il litigio e l’odio nei confronti dello schieramento politico opposto caratterizzino l’essenza del fare politica. Un totale abbattimento della ragione, della libertà di pensiero  e dell’analisi oggettiva, un rifiuto categorico di ogni possibile apertura al dialogo ideologico tra partiti. Si è arrivati al punto in cui le stesse proposte politiche sono già in partenza compromesse dalla volontà di proporre un modello che metta in crisi lo schieramento opposto, confermando nuovamente che la destra e la sinistra hanno sempre giocato, e sempre giocheranno, un ruolo ben preciso, e per forza opposto, nella grande battaglia della politica Italiana.

Non c’è spazio per i dati scientifici, per la critica, per l’ideologia in sé: tutto è usato come un’arma per infliggere danni al nemico politico. Una concezione patetica che ovviamente si rispecchia nella popolazione italiana. C’è chi si schiera a destra e chi a sinistra, e una volta schierati, guai a fare abiura! Se sei di destra sarai sempre meglio della sinistra, e viceversa.

Soluzione: corri più lontano che puoi, preserva il tuo senso critico, non uniformarti.

  1. Il Gianeh ha detto:

    Non mi azzardo a commentare gli altri testi, troppi personali e intrisi di un valore sottile e intoccabile, mi limito a dire che mi hai fatto quasi commuovere vecchio… Questa riflessione invece mi spinge ad espormi perché più facile come punto di contatto diretto. In realtà non che abbia nulla da aggiungere, esprimo il mio accordo. In particolare sono un grande fan di ciò che funziona e ciò che può essere sostenuto sia a destra che al centro che a sinistra, mediante il sapiente uso di fatti e non provocazioni.

Leave a Reply to Il Gianeh