RIVALUTANDO IL VENTO

Soffia forte sbattendo i pensieri da una parte all’altra della testa. Muove un’aria fresca che stimola il respiro. Apro le braccia in segno di libertà, la giacca si apre, simulando un patagio, mentre gli alberi danzano seguendo un ritmo frenetico. Si percepisce concitazione in ogni dove. Le persiane delle case sbattono violentemente sul muro, un cancello trema costantemente, le foglie secche corrono da una parte all’altra della strada. Il tronco di un albero, in fondo al suo ciclo vitale, emette uno scricchiolio che mi avverte di passargli  a dovuta distanza e gli uccelli fluttuano nel cielo con le ali ferme, aperte, lasciandosi trasportare dalle correnti. Tutto ciò mi rende felice. La tempesta ventosa spazza letteralmente via ogni pensiero superficiale: svanisce il passato e si oscura il futuro, ciò che resta è l’essenza del momento, la goduria di un’agitazione circostante che di riflesso calma mente e corpo. “Sentire il vento in faccia”, un’espressione utilizzata spesso per descrivere la voglia di vivere, di viaggiare, di godersi la vita. Beh, vi dico che per provare l’ebbrezza di questa condizione mentale basta uscire di casa quando nessuno lo farebbe, quando la tempesta ventosa si appresta a sbattere oggetti in giro per le strade alla ricerca di un coglione come me da colpire a morte.

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