Sfogo festivo

Non sono solito cedere alla popolarità del Natale, della Pasqua, del San Valentino e di tante altre ricorrenze perché credo si tratti di meschini escamotage per comportarsi in un determinato modo un solo giorno dell’anno. Pulirsi la coscienza e tornare a comportarsi in maniera opposta il giorno successivo? No grazie. Ho sempre pensato lo stesso anche del giorno della memoria. Così come non ho bisogno del Natale per essere più “buono” con gli altri, non voglio aspettare la Pasqua per sfondarmi di cioccolato e non voglio aspettare San Valentino per festeggiare un legame che mi salva costantemente non voglio nemmeno aspettare il giorno della memoria per ricordare con disgusto e amarezza i crimini umani inflitti alle persone nel corso della storia.
Io mi schifo tutto l’anno se fate un coro imbecille che prende per il culo Annafrank, io mi schifo tutti i giorni per quelle teste di merda che parlano di fascismo e nazismo con superficialità.
Ma siamo arrivati ad un punto di non ritorno, una situazione estremamente critica nella quale il 16% della popolazione italiana non crede che l’olocausto sia esistito. Il consenso popolare favoreggia chi si atteggia da Imperatore/imperatrice, chi si espone usando toni e parole estremamente aggressive e chi propone riflessioni profondamente fuorvianti ed impulsive.
Tutto questo mi terrorizza, mi permetto quindi di cedere per un momento al conformismo, per ricordavi che oggi si ricorda, con estremo disgusto, una parentesi storica terribilmente attuale.
Per quanto mi riguarda, non si festeggia un cazzo, perché la liberazione di Auschwitz è avvenuta con la guerra, con i morti, con la violenza(seppur necessaria).

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