Strofe rap 3

Ciucciatemi le palle se parliamo di hip hop
mollatemi una base e vi sbrano pure senza il drop
stasera non ragiono sento di essere a uno stop
la verità è che sono in trip e pure al verde
come dentro a un coffeeshop

perdo la via ma la ritrovo ho il gps
smerdo tu che sembri real nulla di nuovo
come sempre
reggo il peso di passioni culturali sui 90 bpm
trimmo cime apicali in sto garage
firmo risme con incastri alluvionali
faccio stragi
appizzo bombe sopra un colle
tu mi ingaggi
se la tristezza incombe c’ho la mente che ribolle
e non c’è il sole nei paraggi
quanti scambi di opinione tra falliti
fa rumore chi mantiene certi riti
fa scalpore chi si non si attiene a certi miti
tu non cambi
ma qui non cambiamo entrambi
dammi affetto e poi c inciampi
metti a letto un po’ d orgoglio
e poi mi cambi
mi scambi per un tipo alternativo
ma ti sbagli
perché sono anaffettivo poco attivo
forse non sarò mai il primo
a volte risulto un pò aggressivo
ma non cerco la tua rissa negativo
resto immobile sul letto non ci vedo
sento la pressione bassa
è tutto nero
forse ancora non mi spiego
perché dentro la mia stessa merda annego
tiro un poco su il mio ego e finisco dritto contro un muro come un cieco
Cerco pace ma l’anniento
vivo immerso nel tormento
con me non dire:
“vivo sempre sorridendo”
perché prendo quattro birre
e te le sbatto sotto al mento
il Rap mi sfoga
perché c’ho l acqua alla gola
il mio cervello in questa merda affoga
e non c’ho tempo per la scuola
né per lei
se una strofa mi consola
è perché intorno ho solo estranei
e altrimenti morirei
perso nel nulla
dimmi tu che cazzo vuoi
la tua rappata è un po’ fasulla
fammi spazio che mi annoi
sono un b boy degli anni 2000
è un ossimoro
percorro corridoi senza uno svincolo
e mi vedo tra vent’anni dentro un circolo
vizioso
se risolvo un mio problema
ce ne è un altro poco dopo
senza scopo
se non quello di spaccare
di scopare
anche se ad ora non mi affaccio manco al mare
anche se sento la paura di stappare
festeggiare
perché in linea generale rido poco
perché prima di parlare penso troppo
o troppo poco
rimo sempre più accanito contro chi mi sente fioco
perché dentro e intorno io sento il fuoco
vivo come un immigrato
pressappoco
sono estraneo a questo mondo
per me nuovo
come fosse un videogioco
senza scopo
tu che giri con le firme addosso
con le fregne appresso
con le finte paranoie da depresso
sei un fesso
conti poco
invoco la mia arte
e faccio strage in questo gioco
c’è una mia controparte tra la gente
sono sempre fuorigioco
resto muto come un pesce se non ho niente da dire
perché sputo ciò che esce dalla mente
ma con stile
miro un raggio di luce
che si spenge
viro su un miraggio che produce
in me del verde
resto inerme ma sul beat attacco
presto i frutti del raccolto
andranno persi
pesto erbe nel mio grinder no tabacco
lo ammetto non mi nutri col tuo sguardo
e finiremo persi
non mi invadere il mio spazio
trapper pacco
lascia incidere il mio nome
in questo lasso
di tempo in cui mi logoro
e riempio il fui nel mente rotolo
in discesa verso il dopo
perdo tempo
vivo l’attimo che fugge
il presente ha troppo scopo
prendo tempo
e lei mi sfugge
come il gatto con il topo

Leave a Reply