La trasparenza animale

Per quanto riguarda le costruzioni, le città, l’economia, le tendenze e, più in generale, il mondo così com’è oggi, martedì 10 Maggio 2022, ho poche pretese di stravolgimento. Sono un po’ fatalista sui destini generali della società (nonostante essa mi faccia ciclicamente abbastanza schifo) e questo mi porta spesso a ragionare sul singolo individuo piuttosto che sull’organizzazione collettiva. Forse è un approccio un po’ troppo passivo ma credo molto nella possibilità di ‘cambiare il mondo’ partendo da sé stessi e che siano piccoli o grandi gesti, mi piace che siano la conseguenza di un’analisi critica della società stessa. Essere diversi nonostante la diversità sia spopolata, non aver paura di remare controcorrente anche quando tutti gli altri sembrano correre nella direzione esattamente opposta alla tua. Scendendo nel dettaglio: quanto sarebbe bello instaurare rapporti umani fondati sulla più totale e asintotica trasparenza? Voglio dire: “ciao piacere, sono Pietro, sono molto agitato perché per me sei una nuova conoscenza, ho un po’ paura del giudizio che avrai di me a primo impatto, sento il fiato un po’ corto, ti va se iniziamo da qui?”.
Ecco il tempo fermo. Vorrei fermarlo ed entrare in contatto con l’anima dell’altro mi permette di farlo, almeno nella percezione del momento. Quanto sarebbe bello se ognuno dicesse davvero ciò che pensa? Certo, è difficile, siamo esseri umani e forse funzioniamo bene anche grazie a tutti i filtri mentali che ci permettono di controllare gli istinti, ma tornare un po’ animali, ogni tanto, non sarebbe una figata pazzesca?
Intendo dire: “ei senti oggi non mi va di vestirmi elegante, verrò in discoteca con i pantaloni della tuta e una maglietta larga rubata a mio padre”.
Ribaltare gli usi e i costumi. Ecco anche questo mi affascina. Ma mica per anticonformismo a priori, semmai per scoprire cosa si prova a fregarsene delle tendenze generali, accettarle per come sono e ribaltarle quasi per gioco, un gioco con sé stessi.
Vorrei un riscatto. Non che ci sia un motivo specifico per il quale io debba riscattarmi ma mi sono sempre sentito un po’ distaccato, distante dalla superficialità e dalle finzioni circostanti. Una tendenza avventurosa mi porta a sognare di bruciare tutti i miei averi, salutare tutti e partire verso l’Alaska, alla ricerca di quel Magic Bus che ormai hanno tolto. Nel senso: “ragazzi mi sono rotto i coglioni di apparire, non me ne frega nulla dei soldi, non voglio sprecare il mio tempo a cercare di congelare una condizione futura. Davvero siete tutti preoccupati soltanto di quanti soldi avrete da grandi e quali saranno le vostre entrate fisse? Davvero? Allora prego, fate pure, io vi saluto, me ne vado a vivere e scrivere in una baita di montagna”
Ma come si vive da soli? Ecco cosa cerco di capire senza riuscirci. Quella coppia di anziani che vivono da soli nel bel mezzo dei boschi canadesi, hanno un lago praticamente tutto per loro e distese infinite di verde per coltivare la libertà, non pensano mai ai figli distanti, agli amici abbandonati, alla condivisione di cose spicciole e quotidiane con gli altri esseri umani?
È strano. Forse anche loro non sono trasparenti fino in fondo. Vedi? Forse nessuno potrà mai esserlo fino in fondo. Però sarebbe bello cazzo. Quanto sarebbe bello?
Io dico: “in una società in cui tutti corrono senza fermarsi mai verso un obiettivo comune che sembrerebbe essere la realizzazione di sé, preferisco fermarmi. Essere me stesso adesso è l’unico compromesso per esserlo un domani. Mi sento perso, solo e spaventato da tutti. Mi faccio le foto per apparire bello perché ho paura di essere brutto quando parlo e cammino. Scrivo perché ho paura di come parlo. Mi faccio un sacco di paranoie e castelli mentali perché ho paura di lasciarmi andare, non ci riesco praticamente mai, eppure sarei un animale, in teoria”.
Come scrisse Fernando Pessoa “il cuore se potesse pensare, si fermerebbe”. Un grande classico quello, ‘il libro dell’inquietudine’. Un grande uomo il protagonista, un impiegato qualunque pieno di dubbi, domande e preoccupazioni. Uno che non si sentiva nessuno e ha deciso di dirlo con trasparenza.

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